Milleforme Jazz Festival – 9/10 luglio 2015

Milleforme-jazz-festivalDall’incontro tra Milleforme ed il CEMM, nasce il primo “Milleforme Jazz Festival”, una manifestazione di improvvisazione jazzistica che si articolerà, tra il 9 ed il 10 di luglio, a partire dalle 21,00, sul palco del giardino del Museo Archeologico in via Berni, nel centro storico di Bibbiena (AR). Musicisti di grande spessore artistico, virtuosi del jazz, si daranno il cambio per creare le suggestioni della grande musica nel cuore della cittadina (l’ingresso è gratuito). Evento clou della manifestazione il Black Hole Quartet (Daniele Cavallanti – Tenor Sax, Walter Donatiello – Electric Guitar, Michelangelo Flammia – Electric Bass, Tiziano Tononi – Drums). Vecchio blues e buco nero, il collettivo Black Hole sintetizza la sua poetica musicale, con riferimenti stilistici che assorbono diversi linguaggi espressivi. Il gruppo fonde passato e presente con estrema libertà. Quella del Black Hole Quartet è una musica collettiva, libera dalla gerarchia solista-ritmica, i quattro musicisti sono corpo unico pur mantenendo ciascuno la sua libertà espressiva. Il suono del quartetto è ben definito, un suono caldo espresso dal sax di Daniele Cavallanti contrapposto ad espressioni più aspre della chitarra e basso elettrico di Walter Donatiello e Michelangelo Flammia il tutto ricondotto ad unità dalle ricche trame ritmiche di Tiziano Tononi alla batteria. I diversi brani in repertorio si sviluppano in un costante alternarsi di costruzione formale ora definita ora libera, composizione ed improvvisazione si con-fondono con fluidità.
Daniele Cavallanti, assieme a Tiziano Tononi, 1 copyè uno dei leader del gruppo storico Nexus e membro della celebrata Italian Instabile Orchestra. Sia con Nexus che con l’IIO, ha tenuto concerti in tutta Europa, Canada, Stati Uniti e Giappone e realizzato decine di dischi, cd e collaborazioni con Cecil Taylor, Roswell Rudd, Dewey Redman, Mark Dresser, Herb Robertson, Glenn Ferris, Nels Cline, William Parker, Andrew Cyrille, Elliot Sharp, Maggie Nicols, Evan Parker, Keith Tippett, Barre Phillips, Muhal Richard Abrams, Leroy Jenkins, Oliver Lake, Evan Parker, Paul Lytton, Stewart Copeland, Willem Breuker, Michel Godard, Jerry Granelli, Dave Liebman, Enrico Rava, Gianluigi Trovesi, Giancarlo Schiaffini, Giorgio Gaslini.
Walter Donatiello, Donatiello copycompositore e didatta appartenente all’area dell’avant garde europea, studia al Berklee College di Boston con Mick Goodrick, Joe la Porta e si perfeziona con Joe Pass, Joe Diorio e Arlene Zallman. Sucessivamente studia a Parigi dove si specializza nella musica contemporanea. Ha sviluppato un pensiero musicale tratto dai sistemi fisici artificiali e naturali relativi alla musica improvvisata. Suona con Gerry Mulligan, Mick Potter, Giovanni Tommaso, Giulio Capiozzo, Steve Lacy e moltissimi musicisti dell’area tradizionale e non. Direttore e docente del CEMM di Bussero (MI).
Michelangelo Flammia, responsabile dal 1997 dei corsi di formazione per basso elettrico, armonia e tecnica d’improvvisazione nella tradizione afro-americana presso il CEMM di Bussero (MI).Flammia copy
Nel proprio curriculum vanta collaborazioni professionali con Giovanni Tommaso, Claudio Fasoli, Dominique Di Piazza, Marcus Miller. Partecipazioni didattiche con Steve Lacy, Joe Diorio, David Friesen, John Zorn, Bobby Previte, Marc Ducret, Eric Echampard, Bruno Chevillon. Suona in concerto con John Riley, Massimo Manzi, Lewis Barnes.
Tiziano Tononi, assieme a Daniele Cavallanti, è uno dei leader del gruppo storico Nexus e membro della celebrata Italian Instabile Orchestra. Tononi copySia con Nexus che con l’IIO, ha tenuto concerti in tutta Europa, Canada, Stati Uniti e Giappone e realizzato decine di dischi, cd e collaborazioni con Cecil Taylor, Roswell Rudd, Dewey Redman, Mark Dresser, Herb Robertson, Glenn Ferris, Nels Cline, William Parker, Andrew Cyrille, Elliot Sharp, Maggie Nicols, Evan Parker, Keith Tippett, Barre Phillips, Muhal Richard Abrams, Leroy Jenkins, Oliver Lake, Evan Parker, Paul Lytton, Stewart Copeland, Willem Breuker, Michel Godard, Jerry Granelli, Dave Liebman, Enrico Rava, Gianluigi Trovesi, Giancarlo Schiaffini, Giorgio Gaslini.
Scrivono del Black Hole Quartet:
CHITARRE – Mario Calvitti
“I quattro propongono un jazz moderno molto attuale, lontano dal mainstream e vicino agli ambienti dell’avanguardia contemporanea, dove i confini tra i generi si fanno sempre più sfumati e indistinti.”
IL GIORNALE DELLA MUSICA – Stefano Merighi
“Il Black Hole Quartet trasforma le pulsioni di un jazz spirituale e visionario, legato alla lingua dei Coltrane e dei Kirk, in un corpo sonoro più elettrico e ‘muscolare’, innervato dalle chitarre di Walter Donatiello e dal basso di Michelangelo Flammia.”
JAZZIT – Mdf
“Un divenire sonoro imprevedibile, una notevole miscela di stili, generi, visioni distinte convogliate in un flusso elettrico che colpisce e avanza senza tregua. (…) Un album ampiamente riuscito, fatto di esecuzioni dense e cariche di energia, in cui lo spunto improvvisativo diventa linguaggio libero e accattivante, capace di lasciare l’orecchio in perenne bilico tra piani ritmici e armonici sfaldati, che si inseguono e s’intrecciano senza sosta.”
ROCKERILLA – Vincenzo Santarcangelo
“Chi è alla disperata ricerca del nuovo in Italia ma pretende al tempo stesso che vengano esplicitati alberi genealogici e pedigree di razza, non ha che da guardare sotto il proprio naso: c’è un altro nome da segnarsi oltre a quello di Nexus, formazione aperta e ormai storica guidata dai soli Daniele Cavallanti e Tiziano Tononi.”
IL CORRIERE DELLA SERA – Claudio Sessa
“(…)il quartetto Black Hole, formato da importanti jazzisti della scena milanese. (…) La miscela dà vita a un jazz contemporaneo ma molto radicato nella storia di questa musica, dalla stagione dei dischi Blue Note primi anni ’60 alle sperimentazioni europee della fine di quel decennio.”
“Torna (…) ‘a grande richiesta’ come si diceva una volta, il gruppo milanese Black Hole, curiosa ma felice fusione tra due veterani del jazz d’avanguardia ‘all’americana’ e due appassionati di elettronica. (…) Il risultato è un quartetto coinvolgente e inatteso.”

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