Alter Terras – Villa Vogel – Firenze, 14 ottobre 2107

Dal 14 al 24 ottobre 2017, alla Limonaia di Villa Vogel, in via delle Torri 23, Firenze, continua la collaborazione tra Milleforme e “Galleria 360°” che presentano “alTER TERras”, un progetto espositivo che vede impegnati Giancarlo Gonnelli, Iller Incerti e Giovanni Carbone. “alTER TERras” è il tentativo di unire tre esperienze diverse nello spazio e nello stile, tre modi del tutto differenti di esplorare forme alternative dell’arte e del paesaggio della mente e della materia, per creare una narrazione in cui i punti di vista dei singoli si sovrappongono diacronicamente per creare una sintesi estetica della natura complessa delle cose. La mostra aprirà i battenti alle 17,30 del 14 ottobre con gli interventi di Elisabetta Gangi (Milleforme) e Matilde Hernandez Lorente (Galleria 360°).

Bea 2017 – le immagini della manifestazione

BEA – Bibbiena Editoria Arte 2017, Visioni ed orizzonti

locandinaC’è un filo rosso che unisce gli eventi dell’edizione 2017 di BEA – Bibbiena Editoria Arte, il tracciato di un viaggio tra menti visionarie che, a partire da condizioni di apparente marginalizzazione, hanno lasciato il segno indelebile del loro genio e descritto un orizzonte nuovo di pratiche sorprendenti. Si comincia il primo settembre con Al Matt, Antonio Ligabue, l’artista che ha contribuito ad una riscrittura della storia dell’arte del ‘900. A rappresentarlo una mostra di opere messe a disposizione dal Museo a lui dedicato a Gualtieri, e poi la presentazione del libro “Antonio Ligabue, l’uomo. La vita disperata ed il genio artistico dal Matt” con la proiezione dell’omonimo docufilm sull’artista, alla presenza degli autori Giuseppe Caleffi ed Ezio Aldoni. Un racconto inedito di Lihabue, lontano dagli stereotipi, proposto da chi lo ha conosciuto, ne ricorda i rituali di concepimento delle sue opere, ha respirato e respira ancora le atmosfere ovattate delle rive emiliane del Po dove il pittore ha trascorso pezzi consistenti della sua vita. Il 2 settembre si continua con Lorenzo Milani ed il suo messaggio potente che ha rivoluzionato la pedagogia ed attribuito senso civico nuovo e profondo ai processi educativi. Si parlerà di lui e della sua famiglia discutendo intorno al volume di Edizioni Conoscenza “Don Milani e suo padre, carezzarsi con le parole. Testimonianze inedite dagli archivi di famiglia”, con l’autrice Valeria Milani Comparetti, Mileno Fabiani, ex allievo di Barbiana, e Francesco Pasetto. Punti di vista diversi per raccontare la complessità di un uomo e l’eccezionale attualità della sua opera a cinquant’anni dalla sua morte. Il 3 settembre comincia con un viaggio oltre oceano, nelle Favelas brasiliane, per incontrare le storie di chi, calciando un pallone, ha riscoperto il senso di un riscatto autentico e la necessità “militante” di sentirsi parte di un tutto. A raccontarci questa storia è il libro di Francesco Villari e Marco Di Grazia “Democracia Futebol Clube”, presentato, con Villari dal giornalista Francesco Caremani, con gli interventi di esponenti dello sport “sociale”. Sullo sfondo il Corintias, Socrates, gli assi del calcio brasiliano, la democrazia assembleare per scegliere in modo condiviso le strategie di gioco, rifiutando i dettati più rigorosi del tatticismo estremo e lasciando che fosse il talento, il genio creativo che accarezza la palla, a tracciare, con le sue parabole improbabili, una strada di emancipazione dal giogo delle dittature e di un quotidiano disperato.

Infine, la sera del 3 settembre, chiudono la rassegna i 100 anni del primo disco jazz, quello di Nick La Rocca che, stravolgendo paradigmi correnti, ha dimostrato come la natura migrante degli uomini possa contribuire ad arricchire il suo approdo di suggestioni vertiginose. Letture e riflessioni di Cordelia Palla in questo viaggio nella musica sono sostenute dalla chitarra di Walter Donatiello, musicista tra i più prestigiosi d’Europa, di casa in un tempio del jazz come il Blue Note di Milano. Sonorità a cavallo tra standard ed improvvisazione ripercorreranno la storia di un genere che dai locali di New Orleans è divenuto musica colta. E dunque il talento e l’intuizione del vecchio trombettista siciliano (Nick La Rocca, appunto), ma anche Jo Pass, il rag time, la musica nera, sino alle sperimentazioni europee, attraverso i virtuosismi di anime e strumenti.

Tutti gli eventi avranno luogo presso ARCA, Museo Archeologico del Casentino “Piero Albertoni”, in via Berni, 21 nel Centro Storico di Bibbiena (AR) e la realizzazione della rassegna, organizzata dall’Associazione Culturale Milleforme, è stata resa possibile grazie alla collaborazione con Edizioni Conoscenza, Proteo Fare Sapere, Associazione Cultura della Pace di Sansepolcro, il CEMM di Milano, la cooperativa Oros, il Museo “Antonio Ligabue” di Gualtieri. Continua a seguire gli aggiornamenti sulla rassegna su questa stessa pagina o sulle pagine FB di Bibbiena Editoria Arte FB di Bibbiena Editoria Arte e Milleforme.

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“Le Luci dell’alba”, di Giancarlo Gonnelli. Colle Val d’Elsa (SI), dal 5 al 21 agosto 2017

Aspettando BEA – Bibbiena Editoria Arte 2017, Milleforme vi invita alla nuova mostra di Giancarlo Gonnelli, “Le luci dell’alba”. OLYMPUS DIGITAL CAMERAL’esposizione, organizzata in collaborazione con la Pro Loco di Colle Val d’Elsa, aprirà i battenti sabato 5 agosto presso il Palazzo dei Priori, in via del Castello, 29, a Colle Val d’Elsa (SI). di seguito un testo esplicativo delle suggestioni legate alla mostra di Giancarlo Gonnelli proposte dallo stesso autore.
“E’ un nuovo giorno a Goteborg e le luci dell’alba aprono ad una nuova vita.
E’ un nuovo giorno del resto della mia vita, delle vite che incontro qui ora, sulla strada.
E’ un nuovo giorno, del resto delle vite che corrono dirette al lavoro, che consumano la loro colazione dietro le vetrate grandi dei bar.
E’ un nuovo giorno del resto delle vite che si guardano intorno, spaesate, ad ammirare una luce diversa dalla luce che illumina i loro paesi.
E’ un nuovo giorno, del resto delle vite che tornano verso casa, lentamente, come avvolti da riflessioni importanti, dopo una notte senza sonno, delle vite consumate e comprate”
23/04/2016

Bea – Bibbiena Editoria Arte 2017 – Visioni ed orizzonti

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Ecco qualche anticipazione che riguarda Bea 2017. Il calendario degli eventi, oramai praticamente definito, potrà subire alcune piccole integrazioni. Tenete d’occhio quindi, oltre al nostro sito, anche la pagina FB di Milleforme e quella di Bibbiena Editoria Arte dove presto appariranno tutte le notizie sulla rassegna.

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Questa edizione di BEA è un viaggio tra menti visionarie che, a partire da condizioni di apparente marginalizzazione, hanno lasciato il segno indelebile del loro genio e descritto un orizzonte nuovo di pratiche sorprendenti. Al Matt, Antonio Ligabue, ha contribuito ad una riscrittura della storia dell’arte del ‘900, Lorenzo Milani con il suo messaggio potente ha rivoluzionato la pedagogia ed attribuito senso civico nuovo e profondo ai processi educativi; e poi un viaggio nelle Favelas brasiliane per incontrare le storie di chi, calciando un pallone, ha riscoperto il senso di un riscatto autentico e la necessità “militante” di sentirsi parte di un tutto. Infine i 100 anni del primo disco jazz, quello di Nick La Rocca, che, stravolgendo paradigmi correnti, ha dimostrato come la natura migrante degli uomini possa contribuire ad arricchire il suo approdo di suggestioni vertiginose.invito web 3

2° Milleforme Jazz Festival – 5/6 luglio 2017

Continua la collaborazione tra Milleforme ed i musicisti del CEMM,Milleforme-jazz-festival-20 per dar vita al Secondo Festival Jazz di Milleforme. I concerti si terranno presso il Giardino del Museo Archeologico del Casentino “Piero Albertoni”, in via Berni, 21, nel Centro Storico di Bibbiena (AR). A chiudere la due giorni musicale “sulla scia dell’ormai collaudato Black Hole Quartet, progetto stabile del palco Blue Note di Milano affiancato per l’occasione da un quinto elemento pianistico, i cinque musicisti propongono un repertorio interamente dedicato alle musiche di Carla Bley.”

Formazione: Daniele Cavallanti – sax, Walter Donatiello – guitar, Michelangelo Flammia – bass, Luca Cacucciolo – piano, Tiziano Tononi – drums

“Il Sole è Blu” – Anghiari, 22 aprile 2017, ore 17,30

Sabato 22 aprile, alle 17,30, presso il Bistrot Talozzi di Piazzetta della Fonte ad Anghiari (AR), sarà inaugurata la mostra di illustrazioni e disegni di Pierluigi Ricci tra cui quelli tratti dal libro “Il Sole è blu” su testo di Giovanni Carbone. Immagini evocative e trasognate che completano il racconto di Carbone. Un racconto destinato ai bambini, ma anche per adulti che non hanno smesso di crdere in un mondo senza muri perché “Se alzi un muro pensa a ciò che resta fuori” (Italo Calvino, Il Barone Rampante). Letture dal libro e musica animeranno l’evento.Il-Sole-è-blu

PIERLUIGI RICCI

Pittore, scultore, restauratore, è originario della Valtiberina ed è ben noto per esposizioni personali e collettive nel territorio lungo il crinale dell’Appennino tra Umbria, Toscana, Marche e Romagna. Pittore raffinato ed originale, rappresenta in maniera evocativa e con notevole tecnica la sua terra e la sua gente.

GIOVANNI CARBONE

Insegnante, scrittore, fotografo, vive tra la Sicilia e la Toscana. È autore di numerosi libri e collabora con più riviste spaziando dalla saggistica alla narrativa, attraverso poesia e testi teatrali. È tra gli animatori culturali dell’Associazione Milleforme e mantiene strette relazioni con gruppi di artisti per la realizzazione di mostre collettive e personali.

Vi ricordiano che ancora per qualche giorno sono visibili le due mostre organizzate da Milleforme, “A Parlar di terre e di genti” di Pierluigi Ricci e “La Lentezza e la scoperta del silenzio”.

Di quest’ultima, di seguito, alcune immagini della serata di apertura scattate dal nostro Giancarlo Gonnelli.

La Buena Onda dei Manovalanza – 7 Aprile, Corsalone /AR)

Il 7 aprile, alle 18,00, presso il Centro Civico del Corsalone nel Comune di Chiusi della Verna (AR), Mattia Bernardini presenterà il libri e il DVD “LA BUENA ONDA – diario del tour in Mexico dei Manovalanza”.LOCANDINA-Manovalanza

“I Manovalanza sono un gruppo ska-punk in attività dal 2006. Nati un po’ troppo tardi per far parte della “terza ondata di ska”, giunta in Italia alla fine degli anni novanta. Dopo una gavetta di auto produzione durata anni, ignorati totalmente da agenzie ed etichette discografiche, il complesso trova finalmente un terreno fertile dove sia gli ascoltatori che gli addetti al settore sono davvero interessati a loro. Peccato che la terra in questione si trova al di là dell’Oceano Atlantico… Il Messico! Con sacrificio e impegno, nel 2015 finalmente il sogno viene realizzato ed il tour messicano è alle porte. Questo libro è un dettagliato diario di ciò che affrontano i Manovalanza nella antica terra degli Aztechi e dei Maya. Partendo dal lungo viaggio in aereo, passando per la calorosa accoglienza messicana e finendo con le grottesche avventure on the road. Trasferte su furgoni scassati per strade dissestate, camminate sotto al sole cocente tra banditos e wrestler, notti passate sopra autobus con l’aria condizionata in modalità Polo Nord, corse folli in

metropolitana e concerti in ogni dove. Uno spaccato di vita intensa che vede i protagonisti catapultati in una realtà molto differente dalla provincia alla quale sono forzatamente abituati, affrontando ogni difficoltà con determinazione e passione. Sullo sfondo la grande metropoli messicana, la splendida costa dei Caraibi, la gente ospitale e cordiale, le follie ed il ritmo rallentato di una nazione che, pur essendo immersa in mille difficoltà e vivendo all’ombra della maggiore potenza mondiale, non teme rivali in quanto a ricchezza d’animo. Perché il cuore pulsante del Messico arriva a toccare profondamente chiunque lo viva con ardore… Anche se solo per poche ruggenti settimane”.

Un Aprile di eventi da Milleforme

Tre eventi proposti da Milleforme a partire dal 1 aprile 2017.la-lentezza

Il primo è l’inaugurazione della mostra (visitabile dal 1 al 21 aprile) “LA LENTEZZA e la scoperta del silenzio” di Giovanni Carbone, realizzata in collaborazione con Galleria 360° e la Pro Loco di Colle Val d’Elsa. Si terrà a Palazzo dei Priori, in via del Castello 29 a Colle Val d’Elsa (SI) alle 17,00. Dopo il saluto delle autorità cittadine e dei rappresentanti della Pro Loco di Colle, interverranno Elisabetta Gangi (Milleforme) e Matilde Hernandez Lorente (Galleria 360°).Mostra-Valter-Pierluigi

Il 2 aprile, alle 18,00, presso il Palazzo di Città del comune di Chiusi della Verna, si inaugurerà la mostra (aperta dal 2 aprile al 2 maggio) “A PARLAR DI GENTI E DI TERRE” di Pierluigi Ricci e Valter Cemolin. Durante l’inaugurazione i due artisti si intratterranno con Giovanni Carbone che presenterà il suo libro “Chiederò ai sassi che nome vogliono” in un gioco di presentazioni incrociate dagli esisti imprevedibili. I tre rappresentano forme lontane dell’arte e sono maturati artisticamente in contesti estremamente differenti, geograficamente e culturalmente. Cemolin viene da Venezia, Ricci è nato lungo la linea gotica e Carbone viene dalla Sicilia più meridionale, quella che s’affaccia sul Mar d’Africa. Eppure, il riferirsi essenzialmente a forme espressive che privilegiano dialogo e l’osservazione di umanità varie, li rende estremamente simili e capaci di interagire efficacemente, cercando con ostinazione elementi di convergenza (la musica?) e sensibilità condivise anziché rimarcare le proprie diversità.

Il 7 aprile, alle 18,00, presso il Centro Civico del Corsalone nel Comune di Chiusi della Verna (AR), Mattia Bernardini presenterà il libri e il DVD “LA BUENA ONDA – diario del tour in Mexico dei Manovalanza”.LOCANDINA-Manovalanza

“I Manovalanza sono un gruppo ska-punk in attività dal 2006. Nati un po’ troppo tardi per far parte della “terza ondata di ska”, giunta in Italia alla fine degli anni novanta. Dopo una gavetta di auto produzione durata anni, ignorati totalmente da agenzie ed etichette discografiche, il complesso trova finalmente un terreno fertile dove sia gli ascoltatori che gli addetti al settore sono davvero interessati a loro. Peccato che la terra in questione si trova al di là dell’Oceano Atlantico… Il Messico! Con sacrificio e impegno, nel 2015 finalmente il sogno viene realizzato ed il tour messicano è alle porte. Questo libro è un dettagliato diario di ciò che affrontano i Manovalanza nella antica terra degli Aztechi e dei Maya. Partendo dal lungo viaggio in aereo, passando per la calorosa accoglienza messicana e finendo con le grottesche avventure on the road. Trasferte su furgoni scassati per strade dissestate, camminate sotto al sole cocente tra banditos e wrestler, notti passate sopra autobus con l’aria condizionata in modalità Polo Nord, corse folli in

metropolitana e concerti in ogni dove. Uno spaccato di vita intensa che vede i protagonisti catapultati in una realtà molto differente dalla provincia alla quale sono forzatamente abituati, affrontando ogni difficoltà con determinazione e passione. Sullo sfondo la grande metropoli messicana, la splendida costa dei Caraibi, la gente ospitale e cordiale, le follie ed il ritmo rallentato di una nazione che, pur essendo immersa in mille difficoltà e vivendo all’ombra della maggiore potenza mondiale, non teme rivali in quanto a ricchezza d’animo. Perché il cuore pulsante del Messico arriva a toccare profondamente chiunque lo viva con ardore… Anche se solo per poche ruggenti settimane”.

17-18 dicembre, da Sansepolcro a Bibbiena

Milleforme segnala due eventi che si terranno il 17 ed il 18 dicembre in luoghi diversi e con differenti modalità.Manifesto 2016 (1) (1)

Il 17 Dicembre il Premio Nazionale “Cultura della Pace-Città di Sansepolcro”, manifestazione che inizierà con un solenne Consiglio Comunale aperto, alle ore 16 presso l’Auditorium di Santa Chiara di Sansepolcro. Vincitore del Premio è la trasmissione radiofonica di Radio Due “Caterpillar” per l’impegno profuso nel campo dell’indagine della sostenibilità ambientale. E’ questo dunque il tema del premio di quest’anno: l’ambiente, la sua vivibilità e la sua sostenibilità. Cosa può fare l’uomo per rispettare e proteggere l’ambiente? Non solo però l’ambiente dal punto di vista ecologico, ma anche come luogo ideale delle relazioni umane, interreligiose e interetniche.

Insieme a Caterpillar e ai suoi conduttori, Massimo Cirri e Sara Zambotti, che saranno presenti a Sansepolcro per la premiazione, con il Premio Nazionale “Nonviolenza”, infatti, sono stati insigniti il Prof. Gianni Tamino, biologo e docente presso l’Università di Padova, e Padre Paolo Dall’Oglio, gesuita, fautore del dialogo interreligioso in Siria, del quale non si hanno più notizie dal Luglio 2013. Qui maggiori informazioni.

Il 18 dicembre, Milleforme, insieme a Tapis-RistoBar, organizza, alle 18 ed in P.zza Sacconi 36/37 a Bibbiena Stazione, la presentazione del libro di Giovanni Carbone “Chiederò ai sassi che nome vogliono”. L’incontro, presentato da Elisabetta Gangi, è un’ulteriore occasione per la nostra associazione di “far cultura” nei luoghi deputati alla socializzazione ed al confronto. Presentazioone-libro-TapisCi piacciono le chiacchiere da bar, quelle che l’immaginario collettivo non prevede siano strumento autentico di comunicazione culturale e che noi invece riteniamo essenziali punti di riferimento, insieme ai luoghi in cui si realizzano, per la costruzione di sistemi di relazioni “orizzontali”, dunque per proporre Cultura con la C maiuscola. Qui informazioni più precise sul libro.

A seguire un apericena cui ci si può prenotare telefonando al 0575595042 o al 3313416906 del Tapis, o, tramite mail a [email protected]

Chiederò ai sassi che nome vogliono – 15 ottobre 2016, ore 17,30 – Bibbiena (AR)

Sabato 15 ottobre, alle 17,30, Il Podestà e Milleforme, organizzano la presentazione dell’ultimo libro di Giovanni Carbone, “Chiederò ai sassi che nome vogliono”. Interverranno Elisabetta Gangi e Santi Cherubini che faranno da contrappunto agli scompensi narrativo-musicali di Libro-Giovanni-Il-PodestàStefano Brami e Giovanni Carbone.

Giovanni Carbone, insegnante, ha smesso di fare il giornalista molti anni fa pur continuando a collaborare con numerose riviste; più di recente ha smesso di fumare, ma non riesce a smettere di scrivere. Tuttavia, si approccia a questa pratica con cautela, senza furori creativi, dolorose crisi d’ispirazione, per cui può concedersi divagazioni, esplorazioni di genere, passando dalla saggistica alla poesia, dalla critica artistica e letteraria agli scritti per bambini, attraverso riduzioni per il teatro, romanzi e persino cedimenti eno-gastronomici. Premiato in numerosi concorsi letterari, cui ha però deciso di non partecipare più – non per snobismo ma per pigrizia – tra gli ultimi suoi libri si ricordano il saggio storico-aneddotico Ragusa e le perle della Contea di Modica (Flaccovio Editore, PA), La metamorfosi del Parafulmine (Prova d’Autore, CT) e La pietra celeste (Cianferoni Editore, Stia -AR).

Chiederò ai sassi che nome vogliono è invece un testo diviso in due parti. La prima – Chiederò ai sassi che nome vogliono – costituita da sette racconti chiaramente qualunque, in un ordine ovviamente qualsiasi, che si legano tra loro solo perché a leggerli ed a scriverli l’autore ipotizza potrebbe essere stata la stessa persona. La seconda parte è invece un Memorandum, il ripescaggio di cose già scritte, decontestualizzate e rese capaci di muoversi con gambe proprie, e questo perché riciclare è pratica ottima che consente il rispetto dell’ambiente, ma è anche – ritiene l’autore – un comportamento atto ad impedire dissimulazioni negazioniste della labilità delle memorie. e questo perché riciclare è pratica ottima che consente il rispetto dell’ambiente, .

 

Stefano Meli, “Ghostrain” – Bibbiena (AR), 4 Ottobre

Il 4 ottobre, alle 21,00, presso il Teatro Dovizi di Bibbiena (AR), Milleforme vi invita al suggestivo concerto di Stefano Meli con i brani del suo ultimo lavoro, “Ghostrain”.Loc Meli

Stefano Meli è amante dello slide e del delay, ed ha seguito sempre una strada tutta sua, malandata, sotterranea e dissestata. Allergico ai concetti commerciali della musica, ha trovato nel blues e nella musica strumentale la sua via, il suo posto. Negli anni ha affinato un modo suo di suonare una sorta di Fingerpicking che ha a che fare con una psichedelia viscerale mischiata ad un blues desertico e a un folk/elettrico/strumentale di chiara matrice Americana, quell’America desertica, lontana e periferica. Ha sempre pensato che la musica dovrebbe prenderci e portarci da un’altra parte, che la musica è verità, quindi i suoi album li ha sempre registrati in presa diretta e senza l’aiuto del computer, utilizzando un vecchio mixer e un vecchio registratore digitale a quattro tracce. Ha collaborato con varie band prima di mettersi in marcia da solo. Ha pubblicato due album con La Casbah, due album con i Caruana Mundi e cinque album da solo tra cui una colonna sonora: “Eight Instrumental Dusty Traks From Nowhere”, Kalimat 2010; “Santo Bandito”, Lost Cat Recording 2012; “Psychedelic Indiana Blues”, Extempora 2014; la colonna sonora originale del Docu-Film “L’Ora di Spampinato” di Vincenzo Cascone e Danilo Schininà edita da Extempora sempre nel 2014 e quest’ultimo lavoro “Ghostrain”, Seltz Recordz/Audioglobe 2015. foto-1Nella sua musica si incontrano spesso quelle atmosfere che pervadono i libri di Jack London, di John Steinbeck, di Brendan Behan o di Erskine Caldwell. Se proprio si deve trovare una definizione per la sua musica, si potrebbe parlare di chitarrista di frontiera, chitarrista da strade polverose e solitarie. La musica di Stefano Meli è preferibile ascoltarla in macchina soprattutto quando si devono affrontare dei lunghi viaggi. Se lo incontrate non fategli domande, offritegli una birra e ve ne sarà grato.

L’album “Ghostrain” è stato accolto favorevolmente dalla critica di settore tanto che Nicola Orlandino, giornalista musicale dell’autorevole Son Of Marketing, lo ha definito tra i migliori album italiani del 2015.

Ghostrain” possiede un fascino tenue ma a presa immediata e poi più in profondità, annota un desolato, ancestrale commento al tempo presente. Una sonata contro il fracasso del quotidiano. (Onda Rock)

Tra le pieghe e i sentieri delle sue note, “Ghostrain” accoglie inquietudini e a tratti si fa visionario. Un Album ricco di suggestioni per un viaggio ideale tra strade e silenzi assolati, paesaggi naturali, città sofferenti, inquietudini e visioni. (Mescalina.it)

Stefano Meli rimette all’appello il vezzo immortale dell’Americana sporcata di blues e di solitudine che si taglia con il coltello. “Ghostrain” è tutto un fuoco di sangue caldo e di armonie che generano sogni e deliri a ripetizione. (RockShock.it)

Ghostrain, lavoro pubblicato per Seltz Recordz, affonda le mani nel blues più sudato, onirico e psichedelico che l’America abbia mai sviluppato. (InYourEyesZine)

Bea 2016 – D’ArteFatti, 24 settembre, 18,00 – Soci (AR)

Siamo giunti all’ultimo appuntamento di BEA – Bibbiena Editoria Arte 2016. Vi ricordiamo anche che è ancora visitabile sino al 30 settembre, presso ARCA – Museo Archeologico del Casentino Piero Albertoni, la mostra “Al tempo quando non c’era il tempo” di Aldo Palazzolo, e, presso l’Auditorium “Berretta Rossa” di Soci, la collettiva di arti figurative di Lorettio Ricci, Pierluigi Ricci e Valter Cemolin.

24 Settembre, ore 18,00
Auditorium “Berretta Rossa”
Piazza Padella, Soci – Bibbiena (AR)
in collaborazione con

Logo Pro Loco Soci Vettoriale OriginaleD’ARTE FATTI
Incontro letterario con
Leonardo Nozzoli, Ela Bi, Annalisa Gagnarli,
e con i contrappunti musicali della
Corale Alessandri di Figline e Incisa V.no (FI)
diretta dal M° Paolo Mugnai

24-SETTEMBRED’ArteFatti è un trio di scrittori formato da Leonardo Nozzoli, Ela Bi e Annalisa Gagnarli. La festa delle Arti che Mario Minarini organizzò per chiudere la sua mostra di pittura “Segni fiorentini”, il 7 novembre 2015 presso la Stamperia Edi Grafica di Firenze, è stata la loro prima occasione di collaborazione. Ognuno dei tre partecipò con un proprio testo al dialogo tra Parola, Pittura, Musica e Danza, creato per l’evento.
Stupiti e incoraggiati dal successo di ­una tale sinergia, decisero di condividere il loro “lavoro” di scrittori, tra di sè e con gli altri, ricreando lo stesso clima di commistione delle Arti. Scelto il nome, ­d’ArteFatti, come sintesi di vi­ssuti d’arte, eventi d’arte, elaborati ­d’arte e quant’altro, l’aprile 2016 segna il loro esordio come trio, dando il via ad una serie di presentazioni/performance in cui le loro Parole sono accompagnate, di volta in volta, da pittori e musicisti diversi.

La Corale Alessandri nasce nel 2004 come gruppo composto prevalentemente dagli allievi delle Scuole di Musica di Figline, Incisa Valdarno e Rignano sull’Arno (Fi) coordinati dalla maestra Carmela Mazzarella. Specializzata in musica tradizionale e popolare, ha allargato in seguito il suo orizzonte musicale spaziando anche nell’opera lirica con alcune partecipazioni al “Don Giovanni” di W. A. Mozart., ma è sopratutto nella rivisitazione di brani di musica leggera e da film che trova la sua dimensione artistica più importante.
Dal 2005 è diretta dal maestro Paolo Mugnai.

Ne La Sindrome di Vermeer Leoun giovane ambulante somalo viene ucciso a pochi passi da Palazzo Vecchio a Firenze. È il primo di una serie di omicidi seriali con un denominatore comune: le vittime indossano tutte occhiali scuri. Da qui parte una storia che intreccia le vite di tre personaggi: un serial killer, un commissario di polizia,un giornalista.
I protagonisti si muovono in una reciproca rincorsa che li porta, passo dopo passo,al disvelamento di verità nascoste e ad un imprevedibile capovolgimento dei ruoli. Per tutti e tre ci saranno al contempo condanna e redenzione.
Sotto l’occhio ambiguo di Wermeer.

Il fumo del camino è la prima raccolta di poesie di Annalisa Cop Gagnarli webGagnarli, che scaturisce dal desiderio dell’autrice di voler condividere con i lettori spaccati di vita interiore. Esce nel novembre del 2012, edita da Florence Art Edizioni, composta da 32 testi, suddivisi in tre parti, sul cui tono poetico Stefano Beccastrini ha detto “(versi) che quasi in punta di penna disegnano, con tenerezza e senso del colore, una sorta di occidentali haiku”.

Mal’essere è una raccolta di racconti Elawebspecchio di una realtà sofferente. Persone che appaiono disadattate e incapaci di vivere liberamente la propria esistenza.
Nello scrivere questi testi ho provato a non esserci, e per quanto possibile, mi sono limitata a descrivere, fotografare quello che appare nelle vite di personaggi.
Non ho voluto giudicare, indagare e neppure dare spiegazioni. Semplicemente esporre. Anche se si comprende che ciò che appare altro non è se non la punta di un iceberg profondo a cui ogni lettore volendo può accedere.”
Ho scritto dei racconti brevi come vorrei che fosse la sofferenza di ognuno.

 

BEA 2016, seconda parte

Mentre è ancora visibine sino al 25 settembre la mostra “Note a margine e altre divagazioni” riparte BEA, Bibbiena Editoria Arte 2016 con altri due appuntamenti.

17 Settembre, ore 17,30
Auditorium “Berretta Rossa”
Piazza Padella, Soci – Bibbiena (AR)
in collaborazione con

Logo Pro Loco Soci Vettoriale OriginaleInaugurazione della mostra d’arti figurative con le opere di
PIERLUIGI RICCI,
LORETTO RICCI,
VALTER CEMOLIN
intervengono ANNA VISI, ELISABETTA GANGI

ORE 18,30
presentazione del libro
CHIEDERO’ AI SASSI CHE NOME VOGLIONO
di Giovanni Carbone
voce narante
EMMA CARDILLO

17-SETTEMBREGiovanni Carbone, insegnante, ha smesso di fare il giornalista molti anni fa pur continuando a collaborare con numerose riviste; più di recente ha smesso di fumare, ma non riesce a smettere di scrivere. Tuttavia, si approccia a questa pratica con cautela, senza furori creativi, dolorose crisi d’ispirazione, per cui può chiederò-ai-sassiconcedersi divagazioni, esplorazioni di genere, passando dalla saggistica alla poesia, dalla critica artistica e letteraria agli scritti per bambini, attraverso riduzioni per il teatro, romanzi e persino cedimenti eno-gastronomici. Premiato in numerosi concorsi letterari, cui ha però deciso di non partecipare più – non per snobismo ma per pigrizia – tra gli ultimi suoi libri si ricordano il saggio storico-aneddotico Ragusa e le perle della Contea di Modica (Flaccovio Editore, PA), La metamorfosi del Parafulmine (Prova d’Autore, CT) e La pietra celeste (Cianferoni Editore, Stia -AR). Chiederò ai sassi che nome vogliono è invece un testo diviso in due parti. La prima – Chiederò ai sassi che nome vogliono – costituita da sette racconti chiaramente qualunque, in un ordine ovviamente qualsiasi, che si legano tra loro solo perché a leggerli ed a scriverli l’autore ipotizza potrebbe essere stata la stessa persona. La seconda parte è invece un Memorandum, il ripescaggio di cose già scritte, decontestualizzate e rese capaci di muoversi con gambe proprie, e questo perché riciclare è pratica ottima che consente il rispetto dell’ambiente, ma è anche – ritiene l’autore – un comportamento atto ad impedire dissimulazioni negazioniste della labilità delle memorie. e questo perché riciclare è pratica ottima che consente il rispetto dell’ambiente, .
A leggere brani del libro di Giovanni Carbone sarà l’attrice Emma Cardillo

24 Settembre, ore 18,00
Auditorium “Berretta Rossa”
Piazza Padella, Soci – Bibbiena (AR)
in collaborazione con

Logo Pro Loco Soci Vettoriale OriginaleD’ARTE FATTI
Incontro letterario con
Leonardo Nozzoli, Ela Bi, Annalisa Gagnarli,
e con i contrappunti musicali della
Corale Alessandri di Figline e Incisa V.no (FI)
diretta dal M° Paolo Mugnai

24-SETTEMBRED’ArteFatti è un trio di scrittori formato da Leonardo Nozzoli, Ela Bi e Annalisa Gagnarli. La festa delle Arti che Mario Minarini organizzò per chiudere la sua mostra di pittura “Segni fiorentini”, il 7 novembre 2015 presso la Stamperia Edi Grafica di Firenze, è stata la loro prima occasione di collaborazione. Ognuno dei tre partecipò con un proprio testo al dialogo tra Parola, Pittura, Musica e Danza, creato per l’evento.
Stupiti e incoraggiati dal successo di ­una tale sinergia, decisero di condividere il loro “lavoro” di scrittori, tra di sè e con gli altri, ricreando lo stesso clima di commistione delle Arti. Scelto il nome, ­d’ArteFatti, come sintesi di vi­ssuti d’arte, eventi d’arte, elaborati ­d’arte e quant’altro, l’aprile 2016 segna il loro esordio come trio, dando il via ad una serie di presentazioni/performance in cui le loro Parole sono accompagnate, di volta in volta, da pittori e musicisti diversi.

La Corale Alessandri nasce nel 2004 come gruppo composto prevalentemente dagli allievi delle Scuole di Musica di Figline, Incisa Valdarno e Rignano sull’Arno (Fi) coordinati dalla maestra Carmela Mazzarella. Specializzata in musica tradizionale e popolare, ha allargato in seguito il suo orizzonte musicale spaziando anche nell’opera lirica con alcune partecipazioni al “Don Giovanni” di W. A. Mozart., ma è sopratutto nella rivisitazione di brani di musica leggera e da film che trova la sua dimensione artistica più importante.
Dal 2005 è diretta dal maestro Paolo Mugnai.

Ne La Sindrome di Vermeer Leoun giovane ambulante somalo viene ucciso a pochi passi da Palazzo Vecchio a Firenze. È il primo di una serie di omicidi seriali con un denominatore comune: le vittime indossano tutte occhiali scuri. Da qui parte una storia che intreccia le vite di tre personaggi: un serial killer, un commissario di polizia,un giornalista.
I protagonisti si muovono in una reciproca rincorsa che li porta, passo dopo passo,al disvelamento di verità nascoste e ad un imprevedibile capovolgimento dei ruoli. Per tutti e tre ci saranno al contempo condanna e redenzione.
Sotto l’occhio ambiguo di Wermeer.

Il fumo del camino è la prima raccolta di poesie di Annalisa Cop Gagnarli webGagnarli, che scaturisce dal desiderio dell’autrice di voler condividere con i lettori spaccati di vita interiore. Esce nel novembre del 2012, edita da Florence Art Edizioni, composta da 32 testi, suddivisi in tre parti, sul cui tono poetico Stefano Beccastrini ha detto “(versi) che quasi in punta di penna disegnano, con tenerezza e senso del colore, una sorta di occidentali haiku”.

Mal’essere è una raccolta di racconti Elawebspecchio di una realtà sofferente. Persone che appaiono disadattate e incapaci di vivere liberamente la propria esistenza.
Nello scrivere questi testi ho provato a non esserci, e per quanto possibile, mi sono limitata a descrivere, fotografare quello che appare nelle vite di personaggi.
Non ho voluto giudicare, indagare e neppure dare spiegazioni. Semplicemente esporre. Anche se si comprende che ciò che appare altro non è se non la punta di un iceberg profondo a cui ogni lettore volendo può accedere.”
Ho scritto dei racconti brevi come vorrei che fosse la sofferenza di ognuno.

 

Note a margine e altre divagazioni (Colle Val d’Elsa – 10 settembre ore 17,30)

locandina-colle-val-d'elsa-Milleforme e Galleria 360°, in collaborazione con la Pro Loco di Colle Vald’Elsa presentano “Note al margine ed altre divagazioni”, una collettiva di artisti che hanno storie da raccontare. Storie diverse che prendono corpo attraverso strumenti solo in apparenza lontani (scultura, fotografia, istallazioni, quadri) ma che sviluppano un percorso espositivo che si fonde insospettabilmente in unicum narrativo non concordato. Una convergenza che nasce spontanea semplicemente dall’attribuire all’arte, in ogni sua espressione, l’autenticità di una forma espressiva che non può che essere condivisa, appartenere ad un tutto vissuto.

Questa alchimia sarà visibile a partore dall’inaugurazione della mostra, alle 17,30 del 10 settembre, in via del Castello, 29, a Colle Val d’Elsa (magnifica lo spazio di Palazzo dei Priori). Interverranno i rappresentanti della Pro Loco, delle istituzuioni e le curatrici della mostra, Matilde Hernandez Lorente (Galleria 360°) e Elisabetta Gangi (Milleforme). A quest’ultima il compito di presentare, dopo l’inaugurazione della mostra, l’ultimo libro di Giovanni Carbone, “Chiederò ai sassi che nome vogliono”. Giovanni Carbone, insegnante, ha smesso di fare il giornalista molti anni fa pur continuando a collaborare con numerose riviste; più di recente ha smesso di fumare, ma non riesce a smettere di scrivere. Tuttavia, si approccia a questa pratica con cautela, senza furori creativi, dolorose crisi d’ispirazione, per cui può chiederò-ai-sassiconcedersi divagazioni, esplorazioni di genere, passando dalla saggistica alla poesia, dalla critica artistica e letteraria agli scritti per bambini, attraverso riduzioni per il teatro, romanzi e persino cedimenti eno-gastronomici. Premiato in numerosi concorsi letterari, cui ha però deciso di non partecipare più – non per snobismo ma per pigrizia – tra gli ultimi suoi libri si ricordano il saggio storico-aneddotico Ragusa e le perle della Contea di Modica (Flaccovio Editore, PA), La metamorfosi del Parafulmine (Prova d’Autore, CT) e La pietra celeste (Cianferoni Editore, Stia -AR). Chiederò ai sassi che nome vogliono è invece un testo diviso in due parti. La prima – Chiederò ai sassi che nome vogliono – costituita da sette racconti chiaramente qualunque, in un ordine ovviamente qualsiasi, che si legano tra loro solo perché a leggerli ed a scriverli l’autore ipotizza potrebbe essere stata la stessa persona. La seconda parte è invece un Memorandum, il ripescaggio di cose già scritte, decontestualizzate e rese capaci di muoversi con gambe proprie, e questo perché riciclare è pratica ottima che consente il rispetto dell’ambiente, ma è anche – ritiene l’autore – un comportamento atto ad impedire dissimulazioni negazioniste della labilità delle memorie. e questo perché riciclare è pratica ottima che consente il rispetto dell’ambiente, .

Bibbiena Editoria Arte 2016

BeamaniBEA-Bibbiena Editoria Arte (qui il programma) riparte per la sua terza edizione con le stesse prerogative delle prime (2014, 2015), per dare spazio e voce alle più diverse forme d’espressione artistica e creativa. Un’edizione, quella che si snoda nel mese di settembre 2016, di cui filo conduttore è la musica, non come quinta sonora, come semplice contrappunto o accompagnamento per altre forme di arte, piuttosto come elemento espressivo che riesce a dialogare, a costruire dialettiche concrete con ogni altra creazione artistica, cui contribuisce aggiungendo cromatismi nuovi ed inattesi, giocando un proprio protagonismo oltre i momenti canonici cui è comunemente relegata.
Ma BEA 2016 si presenta anche con altre novità rispetto alle edizioni precedenti. La prima riguarda i tempi, non più concentrati in un’unica settimana, che attraversano l’intero mese di settembre, così da dare la possibilità a chi volesse parteciparvi di poterlo fare con maggiore libertà di movimento. E poi i luoghi, non solo il centro storico di Bibbiena, ma anche le altre realtà del territorio, per coinvolgerle nella prospettiva di una rassegna sempre più partecipata e condivisa.
Anche quest’anno il calendario degli eventi è ricco e variegato, a partire da alcune ricorrenze che non potevamo trascurare (i 50 splendidi anni dell’Istituto “Ernesto De Martino”, cui è dedicata la giornata iniziale, e i 500 anni dell’Orlando Furioso che abbiamo voluto celebrare in modo non canonico rivolgendoci a quella geniale creazione poetica ed espressiva che è l’ottava rima), un calendario che, come è consuetudine per questa rassegna, non poteva trascurare ogni forma espressiva dell’arte. Mostre, concerti, libri, video, recital, sono la quintessenza di una rassegna che ha come obiettivo primario la ricerca di una cultura della contaminazione, perché se riescono a coesistere e dialogare tra loro artisti e forme d’arte lontane, allora ci si attende un contagio positivo che induca, in nome e per conto di un’incessante ricerca della bellezza, le donne e gli uomini in ogni contesto si trovino fare lo stesso. Vi ricordiamo anche che è possibile vedere, sino al 30 settembre 2016, presso ARCA, Museo Archeologico del Casentino “Piero Albertoni, la mostra “Al tempo quando non c’era il tempo” di Aldo Palazzolo.

Alla pagina dedicata alla rassegna su questo stesso blog trovate il programma. Seguiteci anche su FB.

Casentino Classica (21-24 luglio, Bibbiena – AR)

Nei locali del Museo Archeologico del Casentino “Piero Albertoni”, con le suggestioni della quinta scenografica della mostra fotografica di ALDO PALAZZOLO “Al tempo quando non c’era il tempo” (di seguito ancora immagini dell’inaugurazione del 9 luglio),

dal 21 al 24 luglio 2016 si svolgerà Casentino-Classica-BibbienaCASENTINO CLASSICA alla cui organizzazione ha aderito anche Milleforme. Casentino Classica è un’idea semplice ma concreta, che sorge con naturalezza dal desiderio di dar vita ad un salotto musicale in Casentino. Consiste in una serie di quattro concerti, tutti ad ingresso gratuito ed alle 20,00.

Casentino Classica accoglie formazioni da camera provenienti dalle più prestigiose Istituzioni musicali italiane quali l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Accademia “Incontri col Maestro” di Imola e la Scuola di Musica di Fiesole. Casentino Classica rivolge grande attenzione a giovani concertisti che hanno intrapreso una carriera brillante, già colma di importanti riconoscimenti.

PROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE

DUO MANSUETO VENEZIA (21 luglio 2016)Venezia Mansueto

Il Duo Mansueto Venezia, formato dal violoncellista Roberto Mansueto e dal pianista Vito Venezia, nonostante la giovane età dei componenti è già una realtà del concertismo nazionale. Nato tra la Scuola di Musica di Fiesole e l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il Duo Mansueto Venezia si è perfezionato con Luigi Piovano, Tiziano Mealli, Carlo Fabiano, Alfonso Ghedin e il Trio di Parma. Roberto e Vito, da anni in carriera e già vincitori di prestigiosi concorsi, si esibiscono anche come solisti e in altre formazioni cameristiche. Il Duo è ospite di emittenti radiofoniche e di importanti sale e stagioni concertistiche.

TRIO DI IMOLA (22 luglio 2016)trio di Imola

Il Trio di Imola si è costituito nel novembre del 2015 da un’ idea del Maestro Nazzareno Carusi nell’ambito del corso di Musica da camera tenuto dallo stesso presso l’Accademia Pianistica “Incontri con il Maestro” di Imola. Del trio, Carusi ha affermato: “Sono tre ragazze che sommano a una grande bravura tecnica una ancora maggiore musicalità. Se continueranno così e resteranno tra di loro le amiche affezionate che sono oggi, il mondo della musica avrà un nuovo e straordinario Trio”. Il Trio di Imola ha ottenuto, nel 2016, il primo premio al Concorso Internazionale “Città di Rimini”.

QUARTETTO TAAG (23 luglio 2016)Quartetto

Nasce nel 2011 a Torino e nonostante la giovane età ha già ottenuto diversi riconoscimenti come il primo premio SVIRÉL 2016 e il premio dedicato a Piero Farulli al Premio Crescendo 2015. Attualmente si perfeziona presso la Scuola di Musica di Fiesole con Miguel Da Silva, Antonello Farulli e Andrea Nannoni.

TRIO DMITRIJ (24 luglio 2016)

Costituitosi nel 2007, il Trio Dmitrij si é perfezionato con il Trio di Trieste presso il “Collegio del Mondo Unito” di Duino, Trio Dmitrijcon il Trio di Parma presso la Scuola di Musica di Fiesole, con Piernarciso Masi presso l’Accademia di Fusignano e con Carlo Fabiano presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Vincitore del III premio (con primo non assegnato) al Concorso “F. Cilea” di Palmi, il Trio Dmitrij svolge intensa attività concertistica per svariate associazioni in Italia e all’estero. Recentemente ha inciso l’integrale della musica da camera di Liszt per l’etichetta milanese M.A.P. Il Trio Dmitrij è regolarmente invitato a tenere masterclass di musica da camera presso il Conservatorio Nacionàl “F. Guerrero” di Siviglia.

Dopo ciascuno dei concerti avrà luogo la cena con l’artista, un momento conviviale in occasione del quale il pubblico e la stampa hanno la possibilità di incontrare i protagonisti di Casentino Classica. Presso il giardino del Museo Archeologico del Casentino, a cura delle attività di ristorazione del Centro Storico di Bibbiena.

Sono anche previsti, a cura del Maestro Vito Venezia, direttore artistico della rassegna, tre giorni di lezioni aperte a giovani pianisti residenti in Casentino. Un’occasione per condividere la propria esperienza di fare musica attraverso gli 88 tasti. La frequenza delle lezioni è gratuita ed è possibile avere le necessarie informazioni rivolgendosi a [email protected] o consultando il bando su www.vitoveneziapianist.com

Note al margine di “Al tempo quando non c’era il tempo”

Splendida serata quella del 9 luglio presso il Museo Archeologico di Bibbiena, per l’inaugurazione della mostra di Aldo Palazzolo “Al tempo quando non c’era il tempo”. Una serata ricca di suggestioni e molto partecipata, con una efficace introduzione di Elisabetta Gangi (presidente di Milleforme), arricchita dalle letture dell’attrice Emma Cardillo, dalla chitarra del Maestro Carlos Alberto Barbato, e conclusasi con il magistrale concerto dei Valle Santa Corde. Di seguito riportiamo alcune immagini della serata (foto di Giancarlo Gonnelli) e alcune note critiche (Giovanni Carbone)sull’esposizione.

EROS (La Genesi)

Se non c’è dubbio che tutto iniziò dall’Eros (se Eva avesse mangiato il serpente anziché la mela…), è anche vero che la sua ricerca è diventata ossessione e non fluida riscoperta dell’essenza stessa dei viventi, gesto semplice e naturale. Al contrario, l’Erotismo viene spesso derubricato a pratica immorale, lì dove invece è stata la fonte cui si sono abbeverati poeti ed artisti d’ogni epoca e luogo, o sostituita dall’esasperazione del motto, assai poco aulico, ogni lasciata è persa, surrogandone, in definitiva, il ruolo di riscoperta minimalista della sua essenza primordiale ed istintiva, delicata poesia di sensi, ad una kermesse di sovrastrutture, tacchi a spillo e cortisone compresi.

Nelle immagini della serie Frammenti di Marmo, Aldo Palazzolo, invece, si rivolge nuovamente a un Eros genetico, a quell’essenza perduta e sepolta dalla mondanità corrotta delle sovrastrutture, lo ritrova nella semplice e vertiginosa nudità delle forme. Continua, dunque, in una sorta di staffetta ideale, l’opera di recupero della materia primordiale, della forma nascosta, in parte già denudata degli eccessi materici di cave pregiate, da grandi estrattori di poesia umana, dai blocchi di marmo. 13524466_1074293895982159_2867248082993575148_n

Palazzolo, com’è aduso fare, non scatta per scattare, non ha tempo da sottrarre alle pigrizie del Sud, va giustappunto all’essenza, interrogando i marmi circa il pensiero di quei creatori che li hanno liberati, secondo modalità e prassi michelangiolesche, dall’involucro di materia morta, restituendoli alla vita; in questo compie ed esalta nel contempo il gesto erotico definitivo che solo può essere nella scoperta. Interrogando i marmi, con l’occhio obiettivo del ricercatore, deduce, e forse scopre, al di là d’ogni ragionevole dubbio, il nucleo fondante del pensiero antico che ha generato quella vita di pietra. Una vita che, oltre il pensiero della forma minimale da cui si è generata, è occultata da sovrastrutture, appunto, come certi vini del sud, serviti allungati con la gazzosa perché troppo difficili da buttar giù per corpo ed eccessiva adesione organolettica a terre aspre.

Palazzolo dunque denuda il dettaglio primigenio, individua in esso il nucleo generatore dell’opera, lo libera da ciò che non serve, dal tutto intorno da cui fu imprigionato dal benpensantismo che ad ogni epoca il declinante – per definizione – impero, impone all’umanità, perché non riscopra in sé, nella propria viva carne, ciò di cui ha veramente bisogno. Poi lo rende, in forme inequivocabili, annullando distanze temporali e aggiungendo il vuoto intorno, che non crea equivoci, ma che proietta in una dimensione immaginifica e sorprendentemente condivisa chi si trova al cospetto di quell’immagine.

THANATOS (Post Human)

Il potere più affascinante di una camera è quella certa proprietà trascendente di conservazione dell’anima, anche quando non c’è più il suo simulacro. Andrè Bazin

È nel gesto intriso di pietas della Veronica a ricoprire il viso martoriato del Cristo, che si cela il primo scatto fotografico, il primo sviluppo e con esso, la prima resurrezione.

Nel concretizzarsi di quel sogno d’immortalità donata, nell’imprimersi di un volto, di un’immagine che riprende vita nella camera oscura del tempo, c’è tutta la tecnica più evoluta, oltre alla volontà del gesto; altro che megapixel e photoshop… c’è un atto istintivo che procrastina la narrazione del ritratto all’infinito, come in un clic, il clic definitivo. Mummie-Savoca-copia

Il desiderio profondo di sopravvivere a se stessi, prolungando il proprio corpo al di là d’ogni barriera temporale, esorcizzare la caducità di un’esistenza in forme biochimiche sostituendola con l’essenza della pietrificazione che, scarnificando il bio, salva l’immagine e con essa la volontà d’aggrapparvisi in eterno, è cosa da pazzi, ma anche assai diffusa, dai faraoni a Faust, dai corredi funebri a Dorian Gray.

La pazzia di essere eterni è del Re, dell’Imperatore, del capo in quanto tale; il miserabile non vi aspira, prende quel che c’è, non vuole un monumento alla sua sciagura, non vuol diventare un Prometeo incatenato, gode delle pause in cui l’aquila è lontana semmai, e non banchetta con la sua carne viva; s’approfitta di quel che viene, pretende al massimo poco più, serene esistenze ad esempio, anche brevi s’è il caso, altro che vite eterne.

Che fine ha fatto Baby Jane? è invece roba da giorni nostri, da maquillage dovuti e ricercati, perché si nasconda la cosa più vera: che, in definitiva, ci apparteniamo per poco più di uno sbadiglio.

Palazzolo, che nemmeno nei più audaci voli pindarici riesce a rassomigliare alla Veronica, quando scende nella cripta dei Cappuccini di Savoca, fa una semplice operazione, chiude il cerchio. Illustra l’illustrazione, amplifica e mette il Re a nudo, denuncia la pazzia di conquista dell’eterno, mostrandoci il volto tumefatto e scarnificato del tentativo fallito. Chiude il cerchio, dico, di un giro ampio che dura millenni, dal lenzuolo della Veronica, che voleva in realtà nascondere l’orrore del martirio per preservare la bellezza della memoria, ottenendo l’opposto paradossale, il martirio post-mortem, la tecnica brutale che precede la tragica consapevolezza della morte dell’immortalità.

È dunque un cerchio chiuso, il tempo dell’immortalità, un cerchio che è la dimensione di ciò che si può spezzare, proprio come quelli incisi sulla sabbia da Archimede, a due passi da dove Palazzolo è nato, ucciso dalla barbarie per essersi distratto in una formula geometrica, per essere rimasto in contemplazione del giro perfetto. Il cerchio chiuso, dunque, la metafora di come le cose degli uomini possano essere mirabilie poetiche, maraviglie ed armonie in forme perfette, frutto esclusivo della ricerca del bello, ma che poi si trasfigurano nel potere e nel possesso e nella conseguente maledizione di portarseli dietro per sempre, in un’orgia di devastazione e di corruzione che quel cerchio spezza, definitivamente, nel semplice tempo d’un batter di ciglia.

“Al tempo quando non c’era il tempo”

Invito mostra palazzolo1Un evento prezioso quello del 9 luglio alle 18,00, presso i locali del Museo Archeologico del Casentino Pietro Albertoni, in via Berni, 21 a Bibbiena (AR). Ad aprire la Notte Bianca nel borgo toscano, un evento che si snoda su più momenti legati dal fil rouge della qualità, della suggestione artistica, della sorpresa. Milleforme ha messo insieme esperienze diverse a cominciare dalle fotografie di marmi e mummie di ALDO PALAZZOLO (sarà presente all’inaugurazione), introdotto da Elisabetta Gangi. Immagini il cui commento è affidato alla chitarra del M° CARLOS ALBERTO BARBATO ed alle letture di EMMA CARDILLO.12993501_10209265356700550_8022277791874174667_n Il fotografo siciliano è fra i testimoni più importanti del nostro tempo avendo immortalato i più grandi protagonisti del mondo della cultura contemporanea. Personaggi illustri ma anche sconosciuti, ma anche dettagli sorprendenti ed inconsueti che racchiudono storie, segreti, interessanti sempre. Immagini che inquietano profondamente e spesso, quasi sempre anzi, seducono. Nel 1989 il critico Peter Weiermair lo segnala fra i ritrattisti più importanti al mondo allestendo l’esposizione e il catalogo per “Il ritratto nella Fotografia Contemporanea” con artisti come Andy Warhol, Robert Mapplethorpe, Annie Leibovitz, Bruce Weber, Mary Ellen Mark, Cleg & Guttman, Lynn Davis, Thomas Ruff. Ha esposto in manifestazioni di prestigio internazionale: da Arles, dov’è presente nel 1992 con una grande personale, alla Biennale di Venezia, ai festival di fotografia di Amsterdam, Liegi, Montpellier etc. Dal ’90 in poi vira verso una ricerca personalissima che lega l’elaborazione della foto alla riflessione sulla luce e sull’alchimia che denomina “Liquid Light”. È stato fotografo di scena nel film “Il Garofano Rosso” ed ha curato le scenografie degli spettacoli “Change de Peu” a Geneve e “Le vecchie e il mare”, dal testo del poeta greco Jannis Rytsos, a Catania e Genova. Autore dei video-ritratti dedicati a Manlio Sgalambro, filosofo catanese, ed Enzo Sellerio, fotografo e fondatore dell’omonima casa editrice palermitana. Ha fondato la rivista di arte e cultura internazionale Charade. Ma le suggestioni non terminano qui, proseguono nelle Milleforme delle cose che catturano, con le note che girano il mondo dei VALLE SANTA CORDE, vallesanta_fruehjahrstour-563x270note calde e virtuose, ma anche trasognate come soltanto può evocare chi suona con una certa sublime qualità dell’anima

In-oltre, fuori e dentro la crisi. Colle Val d’Elsa (SI) 25 giugno

Cosa c’entrano le immagini di “Passeggeri incogniti”, la mostra fotografica di Giancarlo Gonnelli che racconta l’essenza narrativa di scorci di vita quotidiana che si dipanano sotto sguardi distratti, con la disamina attenta e puntuale che Giorgio Bellucci, nel suo libro “Critica del monetarismo e dei derivati di credito”, fa delle dinamiche finanziarie ai “tempi” delle grandi crisi economiche globali? LOcandina-Bellucci-GonnelliSemplicemente che tempi e ritmi di quel quotidiano “invisibile” che la sensibilità artistica di Giancarlo Gonnelli rende nella sua suggestione poetica agli occhi degli altri, finiscono inevitabilmente per dipendere proprio da quei massimi sistemi che Giorgio Bellucci racconta nel suo libro con un linguaggio semplice ed incisivo. Ma c’è dell’altro che accomuna questi due diversi approcci nel raccontare storie, ed è la capacità di disvelare mondi: il primo, quello che Giancarlo Gonnelli ci mostra nelle sue immagini, non è occulto, incomprensibile, ma diventa tale nell’istante in cui i tempi e i modi cui siamo costretti a sottostare, non ci consentono di fermarci a riflettere sulla complessità dei dettagli che si palesano ai nostri occhi, e che divengono così un tutto indistinto dove l’unica certezza che abbiamo è il nostro rapidissimo andare oltre, come quando osserviamo il paesaggio vorticoso che scorre dai finestrini di un treno ad altissima velocità; ma anche Giorgio Bellucci ci racconta di un mondo invisibile, un mondo che condiziona profondamente il nostro vissuto quotidiano, ma che sembra essere lontanissimo ed incomprensibile, persino oscuro nei suoi tratti salienti, incomprensibile e criptico nei suoi meccanismi che talvolta si palesano solo per i loro devastanti effetti sulle moltitudini delle donne e degli uomini di questo pianeta. Non è stato così difficile proporre queste due visioni in un unico momento, quello che Milleforme e la Pro Loco di Colle Val d’Elsa hanno individuato per il 25 giugno 2016 alle 17,30, presso il Palazzo dei Priori, in via del Castello, 29 a Colle Val d’Elsa (SI). Vi aspettiamo.

Una serata in Valle Santa

Siete tutti invitati sabato 11 giugno 2016 a Biforco (Chiusi della Verna – AR), presso il Circolo Culturale “Amici della Valle Santa”, alla serata di cabaret, poesia e musica con il Consorzio dei Suonatrori Insolventi e la presentazione del libro “Cantieri. Tutti i Santi. Come coltivare dubbi nel campo delle ipotesi”. copertina cantieri
Il libro si divide in due parti, nella prima ci sono le poesie di Filippo Nibbi, nella seconda i testi di Santi Cherubini, in parte scritti in aretino. Il libro è il tentativo di dare un’impostazione grammaticale al linguaggio aretino. “La ricostruzione di una lingua, da anni trascurata e lasciata a se stessa, è come riportare a coltura un vecchio vitigno” (Nibbi). Viene ripresa la candida forma poetica degli improvvisatori e si può immaginare di leggerle con lo stesso spirito con cui una volta si faceva veglia ascoltando le storie e le rime. La parte di Santi è tratta da vecchi testi sui quali si tenta di rendere leggibile la lingua aretina in tutte le sue peculiarità espressive. La ricchezza e la concretezza del linguaggio popolare messi a confronto con la lingua ufficiale italiana crea degli effetti divertenti ed esilaranti. “Quello del comico e del poeta è un mondo dalla fortissima identità ma non per questo si circonda di barriere” (dall’introduzione di Venturi al libro): con le ali del poeta e con le ali del comico per trarre il sugo della vita, senza però proporre certezze, anzi; è sempre lecito e opportuno coltivare dubbi nel campo delle ipotesi…

Pensieri divergenti ed altre storie…

MarabukMilleforme e Galleria 360°, in collaborazione con la Libreria Marabuk (Via Maragliano, 29 – Firenze) presentano “Pensieri divergenti ed altre storie…”, una collettiva di artisti che hanno storie da raccontare. Storie diverse che prendono corpo attraverso strumenti solo in apparenza lontani (scultura, fotografia, istallazioni, quadri) ma che sviluppano un percorso espositivo che si fonde insospettabilmente in unicum narrativo non concordato. Una convergenza che nasce spontanea semplicemente dall’attribuire all’arte, in ogni sua espressione, l’autenticità di una forma espressiva che non può che essere condivisa, appartenere ad un tutto vissuto.

Questa alchimia trova una sintesi ulteriore nella location nuova, non “istituzionale”, della libreria Marabuk, alla ricerca di nuove convergenze evolutive per ricongiungere la dimensione artistica con spazi altri del vissuto quotidiano della cultura, per perseguire l’obiettivo di restituire alla cultura (con la C maiuscola) una natura di condivisione, di convivialità. Ma anche per discutere del suo ruolo, per trasmetterne il senso profondo d’una ricerca sistematica e mai esausta della bellezza nelle sue forme più creative e narrative. Dunque, vi aspettiamo, sabato 4 giugno, alle 17,00, per inaugurare la mostra nei locali della Libreria Marabuk, con gli interventi di Matilde Hernandez Lorente (Galleria 360°) e Elisabetta Gangi (Milleforme), e per desiderio di condivisione di questo percorso alla riscoperta d’ogni possibile atto creativo ed emozionale, e di quella dialettica costante tra l’opera, l’artista e chi ne fruisce integrandone la profondità narrativa con il proprio sentire.