Festa dell’ozio e della lentezza

Nonostante la mia pigrizia, ho fatto un mucchio di cose che non avrei dovuto fare. Però ho confermato l’esattezza del suo giudizio per quanto riguardava il tralasciare di fare molte cose che non avrei dovuto assolutamente tralasciare. La mia pigrizia è sempre stato il mio cavallo di battaglia. times13Ma non mi vanto di ciò, è un dono di natura. Sono in pochi a possederlo. C’è una gran quantità di pigri, ci sono mascalzoni a bizzeffe, ma un ozioso genuino è una rarità. Non è il tipo che se ne va in giro con le mani in tasca. Al contrario, la sua più sorprendente caratteristica sta nel fatto che è sempre vorticosamente indaffarato. Infatti è impossibile godere della pigrizia fino in fondo se non si ha parecchio lavoro da compiere. Non è affatto divertente non far nulla quando non si ha nulla da fare. Perdere tempo diventa allora una mera occupazione, e un’occupazione tra le più affaticanti. L’ozio è come i baci, per essere dolce deve essere rubato. Molti anni fa, quand’ero un ragazzo, mi ammalai gravemente: non sono mai riuscito a capire che cosa avessi di tanto grave, a parte un bestiale raffreddore. Immagino però che si trattasse di un malanno molto serio perché il dottore mi spiegò che sarei dovuto andare da lui un mese prima, e se la mia malattia (fosse quel che fosse) fosse durata per un’altra settimana, lui non avrebbe risposto delle conseguenze. Pare impossibile, ma non ho mai saputo di un medico chiamato a curare un qualsiasi ammalato, senza che si scoprisse che un altro giorno di indugio avrebbe reso impossibile la guarigione. La nostra guida sanitaria, filosofo e amico, è come l’eroe di un melodramma: compare sulla scena solo ed esclusivamete all’ultimo minuto utile”. (“Pensieri oziosi di un ozioso” – Jerome K. Jerome) 

 

A Milleforme pensiamo che ozio e lentezza siano due paradigmi inviolabili, così il 28 febbraio, a partire dalle 12,00 presso il Circolo ARCI in località Campi (Bibbiena – AR).Si tratta di chiacchierare di quello che ci pare, dei minimi e dei massimi sistemi, di fare musica buona rigorosamente live e da ogni pezzo d’Italia – e non solo – che si presenta. Di bere e mangiare perché la convivialità non è una variabile qualsias impazzita, è il luogo della mente e del corpo da cui nasce l’arte, da cui si genera la cultura. Vi attendiamo, e fateci sapere se arrivate – per chi viene da lontano chiedeteci tutte le informazioni che vi pare – scrivendo a [email protected] (mai potremmo perdonarci di lasciare che non ci siano sufficienti libagioni) e comunque “a colui che bussa alla porta non si domanda: “Chi sei? Gli si dice: “Siediti e mangia”. (Proverbio siberiano)

E per la musica che non è soltanto nell’aria…

I commenti sono chiusi.