Avevo costruito un sogno

Mentre ancora per qualche giorno si può visitare la mostra di Giancarlo Gonnelli “Incontri, Milleforme organizza il 20 giugno alle 18,00, la presentazione del libro di Alessandro Trasciatti “Avevo costruito un sogno”.invito-Trasciatti“Fare il postino nelle campagne del Sud-Est della Francia di fine Ottocento, a Hauterives, nella Drôme, non era una passeggiata. O meglio, era una passeggiata che poteva allungarsi per decine di chilometri, da un paesino all’altro, con il sole o con la pioggia, portando a spalla un borsone pieno di lettere. Ma Ferdinand Cheval trovò il modo di sfuggire all’ossessione dei giorni sempre uguali e di passare alla storia. Nel 1879 iniziò la sua opera e in trent’anni, con 930.000 ore di lavoro, 1.000 metri cubi di mattoni e 3.500 sacchi di calce, innalzò il suo Palazzo Ideale, una costruzione astrusa, tutta grotte e gallerie, scalette, pinnacoli e terrazze; un palazzo assolutamente impossibile da abitare ma di una bellezza ingenua da lasciare senza fiato.

Questo libro bizzarro, inconsueto e raro, quasi una biografia narrativa, ricostruisce con abilità le storie e le fatiche del nostro eccentrico personaggio attraverso registri diversi – narrazione tout court, memorialistica, diario di viaggio, persino invenzione romanzesca – che ne moltiplicano identità e immaginario. Alessandro Trasciatti rende così giustizia al portalettere artista, esempio di ostinata forza di volontà, amato da Breton – che gli dedicò una poesia e un fotomontaggio –, Max Ernst e altri surrealisti; citato da Claude Levi-Strauss in La pensée sauvage; caro persino a Pablo Picasso che realizzò un album con disegni a matita dove il messaggero Cheval, nella metamorfosi creativa, è ritratto metà cavallo e metà colomba che porta nel becco una lettera”.

 

2 thoughts on “Avevo costruito un sogno

  1. Ho visitato questo piccolo gioiello della fantasia e della costanza,i primi anni 60.Non credevo di trovarne traccia,ancora oggi, addirittura in una pubblicazione,che già con il titolo racconta..
    Custodisco gelosamente le immagini del Palais ideal di Monsieur Cheval,con i suoi sogni e le
    ardite ed impossibili costruzioni raccolte in un piccolo libro.Probabilmente cercherò anche questa pubblicazione.Mi piacerebbe ovviamente essere presente e conoscere dalla viva voce dell’autore i motivi che lo hanno spinto a scriverne,ma la distanza geografica è davvero tanta.

    • Belle queste convergenze di memorie… e grazie per la tua visita! Magari proveremo ad inserire altri approfondimenti sul libro e sulla vicenda di Ferdinand Cheval prossimamente. Ci dispiace che tui non possa essere con noi, ma continua a seguirci, magari tra le cose che abbiamo in programma prossimamente ce ne potrebbero essere di tali da convincere anche le distanze a ridursi! A presto Chicchina e nuovamente grazie per il tuo viaggio a Milleforme.